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“Ramadan verde: un patto tra spiritualità e ambiente” | La Stampa

Contro i cambiamenti climatici i ragazzi musulmani sulle orme di Greta tra piatti bio e raccolta fondi per piantare nuovi alberi

CAMILLA CUPELLI

La rivoluzione del clima parte dalle moschee di Barriera di Milano a Torino. Se la lotta contro il cambiamento climatico ha il volto della sedicenne svedese Greta Thunberg, accanto a lei ci sono tanti altri giovani che hanno deciso di raccogliere il testimone. Tra loro anche i ragazzi musulmani che iniziano oggi il Ramadan, il mese di digiuno previsto dal Corano, in alcuni centri culturali islamici torinesi. Dalle moschee Rayan e Taiba prende il via un’iniziativa che vuole spingere tutta la comunità alla sensibilizzazione. Si chiama #greenRamadan e prevede piatti in mater-Bi, raccolta differenziata ovunque e una raccolta fondi per piantare nuovi alberi nel parco Dora cittadino.

«Promuoviamo attività nella moschea ma stiamo provando a lavorare sul tema anche al di fuori del Ramadan – spiega Brahim Baya, portavoce della Comunità Islamica delle Alpi, che gestisce i due centri islamici –. Durante gli iftar, i pasti serali di rottura del digiuno, da noi utilizzeremo solo stoviglie biodegradabili e abbiamo lanciato un’iniziativa insieme a Legambiente per la piantumazione di alberi». Ogni sera, durante il Ramadan, circa trecento persone si ritrovano per il pasto in questi centri islamici e tanti altri si danno appuntamento nelle diciotto moschee della città. «Fino allo scorso anno usavamo stoviglie di plastica monouso, questa volta abbiamo deciso di cambiare e di dare un segnale», spiega ancora Baya. A mettersi in moto sono stati soprattutto i giovani dell’associazione PSM – Partecipazione e spiritualità musulmana – spinti anche dall’onda- ta di responsabilizzazione degli scioperi del clima di questi mesi. Hanno partecipato alle manifestazioni di marzo e puntano a essere in piazza anche il prossimo 24 maggio.

L’occasione per la raccolta fondi e per raccontare alla cittadinanza gli eventi green sarà il momento dell’evento «Iftar in via», che quest’anno si terrà il 2 giugno a Torino, quando la popolazione sarà invitata a unirsi ai fedeli per la rottura del digiuno. Saranno organizzati banchetti per le vie della città, davanti ai centri islamici e moschee, in collaborazione con l’amministrazione.

Ma l’obiettivo dell’iniziativa green è ancora più ambizioso: stilare un patto sul rapporto tra spiritualità e ambiente che coinvolga anche altre comunità religiose. “Per i musulmani il Ramadan è un momento di purificazione e di cambiamento e il rispetto del Creato è fondamentale – spiega Baya -. Ci sono però anche dei valori condivisi che possono portare a un’intesa comune per la tutela ambientale». Oltre le divisioni.

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