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Festa di fine Ramadan al Parco Dora di Torino | Testo del sermone e servizio Rai

Si è tenuta questa mattina al Parco Dora la grande celebrazione della Festa di fine Ramadan, presente la neo Sindaca di Torino Chiara Appendino per dare i saluti ai circa 20 mila musulmani torinesi che hanno partecipato al grande raduno, unico in Italia.

 

Qui il testo del sermone pronunciato dall’Imam Said Ait El Jide della moschea Taiba di Torino:

Nel nome di Iddio, l’immenso in clemenza, l’infinito in misericordia

Lode a Dio, l’Amorevole, l’Indulgente, Colui che perdona i peccati, assolve le colpe e consola le sofferenze.

La grazia, la pace e la benedizione di Dio siano sul suo Profeta e Messaggero, nostro signore Muhammad, la migliore delle creature, il migliore degli adoratori e dei digiunatori, la pace sia ugualmente sui Suoi nobili fratelli profeti e messaggeri antecedenti, sui suoi nobili famigliari, sui suoi onorevoli compagni e su tutti noi con loro.

Gentilissimi fratelli e sorelle,

Allahu Akbar, Iddio è il più grande, questa formula che ci è raccomandato ripetere nei giorni di festa, significa vedere Dio in ogni cosa, osservare Dio in ogni cosa, liberarsi dalla servitù ad ogni cosa, donarsi fiduciosamente al Dio della misericordia e della pace.

Oggi è la nostra festa, oggi è il giorno della premiazione dopo un mese di digiuno, di preghiera e di ricerca della riconciliazione con Dio, ci facciamo quindi i più calorosi auguri per questo solenne giorno. Disse il Messaggero di Dio: pace e benedizione su di lui “Ci sono due momenti di gioia per colui che digiuna: uno alla rottura del suo digiuno e uno quando incontrerà il suo Signore, quando gioirà per (la ricompensa de) il suo digiuno.

In questo giorno, la gioia e il sorriso dovrebbero farsi largo sui volti dei credenti, soddisfatti del loro digiuno, della loro preghiera e delle loro buone opere, dice l’Altissimo nel sacro Corano: “Dì che gioiscano della grazia e della misericordia di Dio, ciò è meglio di quel che accumulano.

Tuttavia la nostra gioia è macchiata dagli spargimenti di sangue, dalle sofferenze, e dall’ingiustizia dominante nel nostro mondo; la nostra gioia è guastata dalle notizie di morte che provengono da ogni dove: soltanto l’altro giorno, delle vite umane sono state strappate da mani criminali e terroriste a Dacca, tra le vittime una decina di nostri connazionali italiani, tra cui anche una nostra concittadina torinese, cogliamo questa occasione per far giungere alle famiglie di tutte le vittime le nostre più sentite condoglianze, alle famiglie delle vittime di Dacca, di Istanbul, di Baghdad.. E l’altro ieri, i criminali fanatici, senza fede né umanità, hanno colpito nella città del profeta, pace su di lui, luogo sacro per tutti i musulmani. Il nostro cuore soffre per le pene dell’umanità in Palestina, in Siria, in Birmania, in Nigeria, in Occidente come in Oriente. Rivolgiamo pertanto le nostre preghiere e le nostre invocazioni all’Amorevole, il Generoso, affinché allevi i dolori e le pene dell’umanità sofferente, affinché faccia discendere la Sua pace e la Sua misericordia su tutte le Sue creature: O Signore! Tu sei la pace, e da Te proviene la pace, la tua religione è la pace, donaci la pace, facci vivere nella Tua pace.. Amin.

Dice l’Altissimo, sia lodato: “O voi che portate la fede vi è stato prescritto il digiuno come è stato prescritto a coloro che erano prima di voi, affinché raggiungiate la pietà.

Carissimi fratelli e sorelle,

Siamo usciti dalla scuola del digiuno con il diploma della pietà, i nostri spiriti si sono addestrati alle nobili virtù, hanno imparato la sincerità con Dio e con gli uomini, si sono abituati alla generosità, al dono, alla spiritualità e alla solidarietà, cerchiamo quindi di preservare queste conquiste, continuando l’osservazione della preghiera, la lettura del Corano, la pratica del ricordo di Dio, la frequentazione delle moschee, e la compagnia dei devoti.

Ciò che abbiamo vissuto nel mese di Ramadan in termini di amore e di eccellenza spirituale deve propagarsi all’esterno, ne devono beneficiare i nostri vicini, i nostri colleghi e tutti i nostri concittadini. Grazie a Dio, Torino, la nostra città, è oggi un modello di convivenza, di dialogo e di reciproco riconoscimento, i musulmani oggi sono parte integrante di questa città, il mese di Ramadan, è diventato un mese particolare per tutta la città, questa festa di oggi è una festa per tutta la città. A Torino non mancano le occasioni di incontro, di dialogo e di collaborazione, dalle moschee aperte, agli iftar pubblici, dalle buone relazioni personali alle forti relazioni tra le varie comunità religiose che abitano questa città.

La presenza oggi della Sindaca della nostra città e dei rappresentanti delle varie fedi, è un ulteriore indicatore di questa situazione. A distanza di pochi giorni dalle elezioni comunali, colgo questa occasione per ringraziare la precedente amministrazione comunale per tutti gli sforzi profusi per il bene di questa città e dei suoi cittadini, vorrei anche augurare buon lavoro alla nuova amministrazione cittadina, ribadendo la nostra piena disponibilità, come comunità musulmana Torinese, al dialogo e alla collaborazione per il bene comune di questa città, questo è infatti ciò che ci insegna la nostra fede, l’Altissimo ci dice nel sacro Corano: “E aiutatevi l’un l’altro in carità e pietà.” e proprio per questa ragione Dio ha inviato i profeti e i messaggeri, dice a proposito del loro sigillo: “E non ti abbiamo inviato se non come misericordia per il creato.” La pace quindi sia su tutti i profeti e i messaggeri di Dio, su Noè, Abramo, Mosè, Gesù e Muhammed e su tutti gli uomini di pietà e carità.

O Altissimo accetta il nostro digiuno, la nostra preghiera e perdona le nostre mancanze.. O Misericordioso, fa di noi una misericordia per le genti .. O Onnipotente, allevia le sofferenze degli oppressi ovunque siano, donaci la pace e la sicurezza, preserva da ogni male questo nostro paese e tutta la terra, invero Tu sei colui che ascolta e provvede.. Amin.

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