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“Io del Corano me ne frego”: I giovani “jihadisti” tra rivolta personale e sete di violenza, l’Islam è solo un pretesto

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Chi sono questi giovani che diventano “jihadisti” e si radicalizzano in qualche mese o addirittura qualche settimana? Secondo Peter Harling, non è l’Islam il loro punto comune, bensì la loro sete di violenza.

Essi invocano Allah in ogni frase, ma per i “jihadisti” di nuova generazione, come quelli che hanno insanguinato Parigi e Bruxelles, l’Islam è principalmente un pretesto per canalizzare una rivolta personale e una sete di violenza, dicono gli esperti.

La loro cultura islamica è sommaria, o quasi nulla

Convertiti di recente, con poca o nessuna conoscenza dell’arabo, essi si servono dei concetti che capiscono a malapena e di cui distorcono il senso, essi hanno trovato nell’organizzazione “Stato Islamico” (IS) una struttura flessibile e pragmatica in cui può realizzarsi il loro desiderio di radicalizzazione, aggiungono. “La loro cultura islamica è sommaria o quasi nulla”, ha detto all’AFP Peter Harling, del think tank International Crisis Group (ICG). “Infatti coloro che hanno una cultura islamica più solida sono quelli meno propensi a schierarsi con l’IS”.

Un’ultra-violenza che evoca il film di Stanley Kubrick Arancia meccanica per il suo sadismo

In un articolo intitolato “Uccidere gli altri, è uccidere se stessi”, egli ritiene che “l’aspetto più preoccupante dei massacri commessi a Parigi è che essi emergono da una violenza intima.” L’IS “ha offerto uno spazio concreto in cui una violenza pornografica potesse esprimersi, cercarsi, disinibirsi e prendere slancio. Non è un caso che i convertiti europei ne sono stati i principali agenti. In mancanza di esperienza militare, di formazione religiosa e di competenza linguistica in generale, hanno definito il loro valore aggiunto in un’ultra-violenza che evoca il film di Stanley Kubrick Arancia meccanica per il suo sadismo, messo in scena dal talento istintivo di comunicatori addestrati nell’era di Facebook ” dice Peter Harling.

Vogliono esprimere il loro desiderio di essere antisociali

Direttore dell’Osservatorio delle religioni, docente presso l’IEP di Aix, Raphaël Liogier ha studiato i profili di decine di jihadisti o aspiranti-jihadisti francesi. “Nessuno di coloro che sono intervenuti sul suolo francese, da Mohamed Merah a quelli del 13 novembre, sono passati per una formazione teologica o una graduale progressione della pratica religiosa“, ha detto all’AFP. “Esse sono persone che vivono già nella violenza, e poiché l’Islam è attualmente sinonimo di violenza anti-sociale, essi vogliono esprimere il loro desiderio di essere antisociali.” “Prendono delle posture fondamentaliste, ma sono semplicemente delle posture”, ha detto. “Vanno di rado nelle moschee, pregano meno degli altri. Coltivano uno stile che io chiamo neo-afgano, alla ricerca di una sorta di romanticismo neo-guerriero.

Negli anni ’80, sarebbero diventati punk o entrati in qualche movimento di estrema sinistra o estrema destra

Visto che sono di origine nordafricana e gli viene detto che sono potenzialmente musulmani e che l’Islam ha un’immagine negativa, ciò diventa desiderabile per loro. Negli anni ’80, sarebbero diventati punk o entrati nei movimenti di estrema sinistra o di estrema destra “, dice Raphael Liogier. “Essi saltano direttamente nel jihad, poiché hanno in comune la delinquenza, dei problemi d’infanzia e il desiderio di essere dei pezzi grossi.

Il Jihadismo è una rivolta generazionale e nichilista

Un poliziotto ha detto all’AFP che, durante un interrogatorio, un apprendista jihadista gli aveva detto: “Io, del Corano me ne frego. Ciò che m’interessa è il jihad.” Questa tesi della strumentalizzazione dell’Islam da parte di giovani estremisti che cercano un ideale violento è propugnata anche dall’autorevole esperto di Islam Olivier Roy, che in un articolo intitolato “Il jihadismo è una rivolta generazionale e nichilista“, ha detto che “l’Is attinge a un grande bacino di giovani francesi radicalizzati, che a prescindere dalla situazione in Medio Oriente sono già in dissidenza e sono alla ricerca di una causa, di un’etichetta, di una grande narrazione su cui apporre la firma sanguinaria della loro rivolta personale.

Non è la radicalizzazione dell’Islam, ma è l’islamizzazione del radicalismo

Il problema principale per la Francia non è dunque il califfato nel deserto siriano, che prima o poi evaporerà come un vecchio miraggio diventato incubo. Il problema è la rivolta dei giovani“, ha aggiunto . “Questa non è la radicalizzazione dell’Islam ma l’islamizzazione del radicalismo“. I leader del gruppo “Stato islamico”, tra i quali ci sono degli ex servizi segreti iracheni dell’era di Saddam Hussein, hanno capito come incanalare e utilizzare questa violenza.

Fonte: L’Agence France-Presse (AFP)

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